Möbius 2026

Apertus e l’IA sovrana: la via svizzera e la sfida europea

Dati, infrastrutture e strategie di addestramento per un’alternativa aperta ai modelli proprietari
03 Ottobre 2026, 15:00

Nel 2025 Maria Grazia Giuffreda, direttrice associata del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico di Lugano, aveva ricevuto il Grand Prix Möbius per l’intelligenza artificiale al servizio della società e presentato al pubblico il percorso svizzero dal supercalcolo allo sviluppo di modelli linguistici aperti. A un anno di distanza torna a Lugano per illustrare lo stato dell’arte di Apertus, il modello sviluppato da ETH Zurigo, EPFL e CSCS nell’ambito della Swiss AI Initiative e addestrato sul supercomputer Alps.

 

Maria Grazia Giuffreda e Gino Roncaglia hanno affrontato da due prospettive complementari il tema della sovranità nell’intelligenza artificiale. Giuffreda ha presentato il percorso che dal supercomputer Alps del CSCS ha portato ad Apertus, il modello linguistico aperto sviluppato in Svizzera. L’obiettivo non è soltanto disporre di un’alternativa ai sistemi proprietari, ma costruire un’IA trasparente e riproducibile, basata su dati accessibili e conformi e sulla possibilità di conoscere e verificare il processo con cui il modello è stato sviluppato. Apertus nasce anche per colmare lacune che i grandi modelli commerciali affrontano meno facilmente, dal multilinguismo alla rappresentazione di valori e contesti locali, e viene già sperimentato in progetti destinati al settore pubblico e alla ricerca.

 

Roncaglia ha allargato lo sguardo alle condizioni necessarie perché un progetto di questo tipo abbia senso. Europa e Svizzera dispongono di competenze scientifiche elevate, ma faticano a trasformarle in modelli di frontiera a causa della concentrazione di capitali e capacità di calcolo negli Stati Uniti e in Cina. Il problema riguarda però anche i dati: i corpora sono fortemente sbilanciati verso l’inglese e conoscere una lingua non significa necessariamente comprenderne cultura, riferimenti e contesto. Per questo la sovranità non coincide con la costruzione di piccoli modelli nazionali autosufficienti. Può essere pensata su tre livelli distinti (dati e lingue, capacità di calcolo, regole) chiedendosi soprattutto chi decide che cosa entra nei modelli, chi controlla le infrastrutture e chi risponde del loro funzionamento. La questione centrale diventa quindi garantire alle comunità linguistiche e culturali una rappresentazione adeguata e una voce su come vengono rappresentate.

 

 

Introduce e anima Andrea Emilio Rizzoli

 

Sabato 3 ottobre 2026, ore 15.00

Aula magna USI, Lugano

Maria Grazia GiuffredaDirettrice associata del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico

Maria Grazia Giuffreda è direttrice associata del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) di Lugano. Ha studiato chimica all’Università degli Studi di Bologna, seguita da un dottorato di ricerca in chimica computazionale in Belgio, dove ha conseguito il titolo nel 2001. Successivamente ha svolto un post-dottorato presso il Politecnico federale di Zurigo (ETH) nel gruppo di chimica assistita da computer (Informatikgestützte Chemie). 

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Gino Roncaglia
Gino RoncagliaInsegna Editoria digitale e Digital Humanities presso l'Università di Roma Tre

Gino Roncaglia è professore di Editoria digitale, Informatica umanistica e Filosofia dell'informazione presso l’Università Roma Tre. Autore di numerosi saggi sui nuovi media – con particolare riferimento al futuro del libro e della lettura – e sulla storia della logica, è fra gli esperti che hanno lavorato al Piano Nazionale Scuola Digitale e collabora da tempo con RAI Cultura.

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