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Möbius 2022

Möbius dibattito 2022: i discorsi d’odio

Quanto sono gravi le conseguenze dell’hate speech su Internet? Che cosa si può fare?
14 Ottobre 2022, 16:30

La rivoluzione digitale ha dato il via a un processo di democratizzazione della comunicazione di massa in cui, teoricamente, ogni singolo individuo ha accesso alle medesime opportunità di raggiungere il resto della comunità digitale con i propri messaggi.

 

Se, in larga parte, questa potenzialità è stata realizzata con molti progetti virtuosi e movimenti spontanei animati dalla “gente comune”, è innegabile che vi sono state distorsioni nei fondamentali meccanismi alla base di una convivenza civile e fruttuosa nel ciberspazio.

 

Una delle forme più pericolose per la società e senza dubbio dolorose per chi le vive è quella del discorso d’odio, l’hate speech. Il fenomeno in sé non è nuovo: abbiamo visto come possano essere drammatiche le sue estreme conseguenze nel corso del Novecento. Questo non vuole però dire che siamo di fronte a una perfetta riproduzione di quanto già accaduto in passato. La portata di Internet, in grado di abbattere barriere culturali e geografiche, sovrasta quanto era possibile ottenere con i mass media del secolo scorso. I sistemi utilizzati per attrarre e mantenere l’utenza dei social media, gli algoritmi che decidono quali contenuti presentare e gli interminabili giochi di like, clic di approvazione e affini, creano circoli viziosi che hanno bisogno di sforzi minimi da parte di chi è interessato ad attizzare il fuoco.

 

Le dinamiche si evolvono, il linguaggio muta e le misure per contrastare questi fenomeni devono inevitabilmente adattarsi a nuovi contesti. Si tratta di uno sforzo che deve coinvolgere tutti, perché tutti siamo esposti al rischio. È per questo che il Möbius dibattito della ventiseiesima edizione del Premio Möbius è dedicato a questo tema di estrema importanza, quale compimento di un percorso di riflessione sviluppato nel 2022 con gli incontri del ciclo “Il futuro digitale prossimo e venturo” dedicati a Odio e rete e Insultare in rete.

 

Alessio Petralli, direttore della Fondazione Möbius

Nota introduttiva al Simposio

 

Stefano Vassere, direttore del Sistema Bibliotecario Ticinese e delle Biblioteche cantonali, moderatore del Simposio

Destini e derive della comunicazione digitale

 

Luca De Biase, giornalista de “Il Sole 24 Ore”

Ecologia dell’odio: il rapporto di Reimagine Europa per la Commissione antidiscriminazioni del Senato della Repubblica Italiana

 

Claudia Bianchi, professoressa ordinaria di Filosofia del linguaggio, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano

Il lato oscuro del linguaggio

 

Bertil Cottier, professore emerito USI e UNIL, esperto di diritto dei media

Iniziative di lotta contro i discorsi d’odio: dall’Europa alla Svizzera


Lorenza Ambrisi, linguista, autrice de “La lingua dell’odio” (Guida editore, 2021)

La lingua dell’odio


 

Venerdì 14 ottobre 2022, ore 16.30

Auditorium USI, Lugano

Stefano Vassere
Destini e derive della comunicazione digitaleStefano Vassere, Direttore del Sistema Bibliotecario Ticinese e delle Biblioteche cantonali, moderatore del Simposio
Stefano Vassere
Lorenza Ambrisi
La lingua dell’odioLorenza Ambrisi, linguista, docente di lingua e letteratura italiana, autrice de "la lingua dell'odio" (Guida editore 2021)
Lorenza Ambrisi
Claudia Bianchi
Il lato oscuro del linguaggioClaudia Bianchi, Professoressa ordinaria di filosofia del linguaggio, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano
Claudia Bianchi
Bertil Cottier
Iniziative di lotta ai discorsi d’odio: dall’Europa alla SvizzeraBertil Cottier, Professore emerito USI e UNIL, esperto di diritto dei media
Bertil Cottier
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