Giovedì 2 ottobre, al Palazzetto delle Scienze del Liceo 1 di Lugano, Luca Bertossa, sociologo e direttore scientifico delle inchieste ch-x, ha messo due quarte liceali al centro di un esperimento semplice e potente: leggere il presente dei giovani guardando a trent’anni di dati e a ciò che “conta davvero” per loro. Il laboratorio prende le mosse dal volume Giovani adulti allo specchio (capitoli su valori, obiettivi di vita, soddisfazione), che le classi avevano preparato con il prof. Tiziano Moretti, con l’aggiunta di dati aggiornati portati in aula per l’occasione.
Il punto di partenza non è un elenco di opinioni, ma un metodo: i “valori” non si misurano chiedendo “quali sono i tuoi valori?”, bensì stimando l’importanza attribuita a diverse aree di vita. Così, in una finestra che va dagli anni Novanta a oggi, emergono continuità sorprendenti: in cima restano amici, famiglia e tempo libero; in fondo, religione e politica. A spostarsi, piuttosto, sono le sfumature: cresce il peso di doveri e responsabilità personali, insieme a una richiesta di sicurezza materiale (un riflesso, verosimilmente, del clima economico recente). Bertossa sintetizza cinque concetti chiave utili a leggere questa mappa: armonia privata; dovere e responsabilità; impegno e socialità; materialismo/ego; tradizione e credo.
Quando il discorso si sposta sui media, la curva cambia pendenza. Gli ultimi due anni mostrano un calo marcato della lettura (quotidiana o almeno settimanale), proprio mentre aumentano giochi, video, chat e social, mentre la mail crolla, segnale non secondario per una pratica basata sulla lettura. La letteratura suggerisce una correlazione tra frequenza di lettura e capacità di comprensione; qui arriva la domanda scomoda: se la parola scritta perde terreno come strumento di conoscenza, quali conseguenze ci saranno? In classe affiorano ragioni molto quotidiane: stanchezza, poco “spazio mentale”, difficoltà a entrare in flusso (la lettura richiede “di più” rispetto a TV e social).
Bertossa non chiude con un allarme, però: i dati mostrano un alto tasso di soddisfazione di vita tra i giovani. Un ottimismo che, se coltivato, può diventare la leva per accettare novità e cambiamento. In controluce resta l’idea forte del laboratorio: i giovani non sono un enigma da “decifrare”, ma un anticipo di società. Studiare i loro valori non serve a giudicarli; serve a capire dove stiamo andando, tutti noi.
Giovedì 2 ottobre 2025, ore 15.30-17.00
Palazzetto delle Scienze, Liceo di Lugano 1, aula 315
Scarica le diapositive di Luca Bertossa
Scarica il resoconto di Alessandro Zanoli