Edoardo Beretta ha ricostruito l’evoluzione della sovranità digitale da concetto prevalentemente teorico a questione di politica industriale, sicurezza e autonomia decisionale. Il problema nasce dalla crescente dipendenza da infrastrutture, dati e servizi controllati da pochi grandi operatori esteri: un tema visibile anche nei pagamenti, dove in molti Paesi europei una quota molto elevata delle transazioni con carta passa attraverso circuiti internazionali. Sovranità digitale non significa però isolamento o protezionismo, ma conservare una reale capacità di scelta e d’azione, evitando dipendenze che possano diventare vincolanti.
In questa prospettiva Beretta ha riletto anche il Plan ₿ di Lugano. La prima fase, avviata nel 2022, si è concentrata soprattutto sull’adozione della blockchain, dai pagamenti in Bitcoin, Tether e LVGA alle obbligazioni digitali e alla costruzione di un ecosistema locale di imprese e competenze. La seconda fase, lanciata nel 2026, allarga invece il campo a infrastrutture digitali, resilienza tecnologica, identità decentralizzata, IA locale e sistemi urbani distribuiti. Il passaggio è quindi dall’adozione di singole tecnologie alla capacità di governarne l’impiego. La conclusione suggerisce una logica di diversificazione più che di sostituzione: non necessariamente un aut aut tra sistemi tradizionali e nuovi strumenti digitali, ma un et et che preservi alternative e autonomia.
Sabato 3 ottobre 2026, ore 11.30
Aula magna USI, Lugano