Ritorna

Möbius 2022

Möbius Incontri 2022: la sfida globale delle fake news

Gino Roncaglia, Gilles Marchand, Annamaria Testa e Nicla Borioli ci accompagnano nel mondo delle fake news alla ventiseiesima edizione del Premio Möbius

Nel 314 l’imperatore Costantino firma un documento in cui offre in dono al papa Silvestro I (e ai suoi successori) una serie di privilegi, tra cui la sovranità su tutte le chiese del mondo e la superiorità del potere papale su quello imperiale. La Donazione di Costantino è stata per secoli utilizzata dalla Chiesa come giustificazione giuridica in diverse battaglie, dal mantenimento di possedimenti temporali alla lotta per le investiture. Peccato, come sappiamo, che fosse un evidente falso, scritto a cavallo tra i secoli VIII e IX, ma difeso con così tanta forza da far dimenticare le origini del documento, tanto che bisogna aspettare il XVI secolo prima che la veridicità dei documenti venisse smentita, dagli studi del filologo romano Lorenzo Valla prima e del cardinale Niccolò Cusano poi.

 

Quello delle fake news non è un fenomeno moderno, evidentemente. Ma, se l’umanità ha sempre fatto ricorso a menzogne per il proprio tornaconto, le condizioni specifiche in cui ci troviamo a vivere da un lato ci espongono come non mai al rischio di essere manipolati e dall’altro ci danno una responsabilità mai vista prima nel proteggerci dalla disinformazione. Gli strumenti che ci permettono di scoprire la verità sono gli stessi con cui questa verità può essere offuscata – e per questo è fondamentale padroneggiarli.

 

Una notizia falsa ha il 70% in più di probabilità di essere ritwittata di una vera. Una notizia vera impiega sei volte il tempo necessario a una falsa per raggiungere 1500 persone. Un rapporto di NewsGuard, organizzazione che monitora la diffusione della disinformazione in rete, ha stimato un ricavo di 2,6 miliardi di dollari all’anno grazie alle pubblicità che appaiono sui siti dedicati alla diffusione di fake news. Un business che grazie al digitale trascende quanto visto nella storia dell’umanità e in cui si intrecciano quasi senza soluzione di continuità interessi economici e geopolitica, in un puzzle che spazia dalla Silicon Valley ai palazzi della politica.

 

Dall’altro lato della “barricata”, il giornalismo è in evoluzione, se non in crisi aperta. Cambiano i metodi di fruizione, si riducono i margini di guadagno e continua la corsa per chi riesce a pubblicare il prima possibile. Una stampa che lotta per mantenere uno spazio per l’approfondimento, nel tentativo di costruire piattaforme sostenibili in grado di fare fronte alle narrative della disinformazione, così oltraggiose e affascinanti da risultare, sembrerebbe, preferibili alla realtà.

 

Quali sono le dinamiche della disinformazione? Chi ci guadagna? Ma, soprattutto, cosa possiamo e dobbiamo fare come individui e società per rispondere a una sfida che ha radici antichissime ma è mai come oggi così attuale e in grado di mettere in discussione il concetto stesso di verità?

 

Introduzione, domande e animazione di Gino Roncaglia,

professore di editoria digitale e di filosofia dell’informazione, Università di Roma 3

 

Gilles Marchand, direttore generale SSR

Il servizio pubblico di fronte alle fake news

 

Annamaria Testa, pubblicitaria, giornalista e saggista

Guadagnare con i dati e le fake news

 

Nicla Borioli, professoressa in comunicazione e linguaggi visivi, SUPSI

Ritrovare un’etica della verità


 

Venerdì 14 ottobre 2022, ore 14.00

Auditorium USI, Lugano


 

Gino Roncaglia
IntroduzioneGino Roncaglia, Professore di editoria digitale e di filosofia dell’informazione, Università di Roma 3
Gino Roncaglia
Il servizio pubblico di fronte alle fake newsGiles Marchand, Direttore generale SSR
Gilles Marchand
Annamaria Testa
Guadagnare con i dati e le fake newsAnnamaria Testa, pubblicitaria, giornalista e saggista
Annamaria Testa
Nicla Borioli
È ancora possibile ritrovare un’etica della verità?Nicla Borioli, Professoressa in comunicazione e linguaggi visivi, SUPSI
Nicla Borioli Pozzorini
Torna su